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Centri di rottamazione e demolizione di autoveicoli fuori uso
Nuovi impianti e varianti sostanziali
La variante sostanziale si configura allorquando si modificano strutture e/o superficie, e/o capacità produttiva degli impianti approvati, e/o incremento delle fasi della gestione dei rifiuti.
Il soggetto proponente dovrà inviare apposita istanza corredata dal progetto e relativa documentazione, in triplice copia, direttamente al Settore Centrale Tutela dell'Ambiente della Regione Campania, sito in via De Gasperi n. 28 - Napoli.
Il Settore Centrale Tutela dell'Ambiente provvederà a trasferire le istanze pervenute, unitamente a due copie del progetto e documentazione relativa, al Settore Provinciale competente per territorio.
Il competente Settore Provinciale convocherà apposita Conferenza dei Servizi, ai sensi del comma 2 dell'art. 27 del D.Lgs. n. 22/97, previo parere rilasciato dalla Commissione Tecnico Istruttoria istituita presso ciascun Settore Provinciale.
Entro 90 giorni dalla sua convocazione, la Conferenza di Servizi procederà alla valutazione dei progetti.
Le risultanze della Conferenza saranno inviate a cura dei Settori Tecnici Amministrativi Provinciali al Settore Centrale Tutela Ambiente, unitamente alla proposta di deliberazione da sottoporre all'esame della Giunta Regionale, per l'approvazione del progetto e la realizzazione dell'impianto La Giunta Regionale, entro 30 giorni dal ricevimento delle conclusioni della conferenza, e sulla base delle risultanze della stessa, approva il progetto.
Nel provvedimento di approvazione del progetto sarà stabilito anche un congruo termine entro cui dovranno essere completati i lavori di realizzazione, nonché la durata dell'eventuale autorizzazione all'esercizio provvisorio dell'impianto.
L'Amministrazione Provinciale competente per territorio provvederà, decorso il termine fissato per la realizzazione dei lavori, alla verifica della corrispondenza dei lavori effettuati con il progetto approvato.
Il verbale relativo al predetto controllo, sarà trasmesso tempestivamente dalla medesima Amministrazione Provinciale al Settore Centrale Tutela dell'Ambiente che provvederà all'emanazione del provvedimento di autorizzazione definitiva all'esercizio dell'attività con atto monocratico del Dirigente del Settore medesimo.
Qualora le tipologie dei progetti siano ricomprese tra quelle riportate negli Allegati A e B di cui al D.P.R. 12/4/96, così come modificato dal D.P.C.M. 3/9/99, si renderà necessario acquisire anche il giudizio di Compatibilità Ambientale.
A tal fine sarà attivata, a cura del proponente, la procedura di Valutazione di Impatto Ambientale di cui al citato D.P.R. 12/4/96, per cui l'istruttoria medesima sarà subordinata all'acquisizione del giudizio di compatibilità ambientale. Qualora gli impianti in questione possano avere, singolarmente o congiuntamente ad altri interventi, incidenza significativa, a medio e lungo termine, su Siti di Importanza Comunitaria (S.I.C.), sulle Zone di protezione Speciale (Z.P.S.), definiti ai sensi delle Direttive 92/43/CEE "Habitat" e 79/409/CEE "Uccelli" del Consiglio delle Comunità Europee, il cui elenco è stato pubblicato dal Ministero dell'Ambiente sulla Gazzetta Ufficiale del 22.04.2000 - D.M. 03/04/2000 - nonché sui Siti di Interesse Regionale (S.I.R.), individuati sul territorio Regionale in attuazione del Progetto Bioitaly-Campania, saranno sottoposti alla procedura di Valutazione di Incidenza, così come definita all'art. 6 comma 3 della citata Direttiva 92/43/CEE, e svolta secondo le modalità di cui all'art. 5 del D.P.R. n. 357/97.
La garanzia finanziaria (vedi punto 6 d.1 documentazione richiesta) sarà richiesta, a seguito di parere favorevole espresso dalla Conferenza dei Servizi, e prima dell’approvazione del progetto da parte della Giunta regionale.
Con l'atto di approvazione del progetto e di autorizzazione alla realizzazione delle opere, disposto con delibera di Giunta regionale, il soggetto realizza le opere previa comunicazione alla Provincia territorialmente competente della data di inizio dei lavori.
Terminati i lavori l'interessato comunica al Settore Tutela Ambiente ed alla Provincia l'ultimazione degli stessi e contestualmente richiede l'autorizzazione all'esercizio.
Il Settore Centrale Tutela Ambiente rilascerà autorizzazione all'esercizio previa acquisizione del certificato di conformità della opere eseguite al progetto approvato, redatto dalla competente Amministrazione provinciale.
Tutti i dati relativi agli impianti confluiranno in una Banca dati che sarà istituita presso il Settore Tutela dell'Ambiente, utilizzando, se del caso, il software predisposto dalla Struttura Commissariale.
Il termine di conclusione del procedimento è 150 giorni.
Documentazione richiesta
La documentazione va presentata in triplice copia:
- Domanda in carta libera completa di tutte le indicazioni di rito;
- Copia del titolo di proprietà, ovvero contratto di fitto o di comodato d'uso debitamente registrato, dell'area dell'impianto;
- Certificato di iscrizione alla CCIAA aggiornato, comprensivo dei controlli antimafia;
- Piano per la sicurezza, ai sensi del D.Lgs. n. 626/94;
- Dichiarazione di accettazione dell'incarico da parte del Direttore Tecnico.
- Garanzie finanziarie, di cui alla Delib. G.R. n. 254 del 20/1/90, debitamente autenticata;
- Quadro progettuale:
- relazione tecnica contenente le seguenti indicazioni:
- descrizione delle caratteristiche fisiche e tecniche delle opere principali
- e accessorie proposte, nonché delle tecnologie adottate;
- descrizione delle principali caratteristiche di processo e di funzionamento e indicazioni delle risorse utilizzate comprese acqua ed energia, precisando il loro approvvigionamento;
- indicazione sulla gestione operativa dell'impianto;
- corografia scala 1:25000 e planimetria 1:5000 con la localizzazione dell'area oggetto dell'intervento;
- planimetria dell'insediamento in scala 1:500 o 1:1000;
- planimetria in scala 1:100 o 1:200 dei corpi di fabbrica;
- sezioni e prospetti dei corpi di fabbrica in scala 1:100 o 1:200;
- planimetria in scala 1:500 con gli schemi delle reti impiantistiche con particolare riferimento alla rete di smaltimento delle acque e del sistema antincendio;
- particolari costruttivi significativi dell'impianto;
- relazione tecnica contenente le seguenti indicazioni:
- Inquadramento territoriale
- dati urbanistici e catastali:
- estratto del vigente Piano Regolatore Generale e relative norme tecniche di attuazione;
- estratto planimetria catastale;
- certificato di destinazione urbanistica e specificazione degli eventuali vincoli insistenti sull'area ivi compresa l'appartenenza o meno alle aree a rischio idrogeologico perimetrate dalla competente Autorità di Bacino;
- studio e scelta della viabilità di accesso;
- indagine idrogeologica mirata al tipo di intervento;
- informazioni relative alla classificazione del territorio per quanto concerne l'ammissibilità delle emissioni sonore di cui alla L. n. 477/95;
- informazioni relative alle emissioni in atmosfera;
- relazione descrittiva dei probabili effetti rilevanti, positivi e negativi, del progetto proposto sull'ambiente ed eventuali misure compensative adottate.
- Relazione tecnico-descrittiva contenente le seguenti indicazioni:
- elenco delle tipologie di rifiuti da stoccare secondo codifica europea;
- modalità di stoccaggio;
- quantità massima stoccabile per tipologia di rifiuto e movimentazione massima annua, che non deve essere superiore al peso di una carcassa di autoveicolo tal quale (mediamente 1 tonn.) per ogni 40 mq. di superficie e per un periodo di 6 mesi;
- periodo massimo di stoccaggio per tipologia di rifiuto nel rispetto dei limiti previsti dal D.Lgs. n. 22/97 e s.m.i.;
- descrizione dettagliata del processo di recupero;
- indicazione sulla collocazione finale del prodotto recuperato e/o da destinare al riutilizzo;
- destinazione degli scarti;
- indicazione della superficie del centro di autodemolizione;
- aree di stoccaggio dei veicoli prima del trattamento (in mq);
- area di smontaggio (in mq);
- area di stoccaggio pezzi di ricambio (in mq);
- area destinate ad uffici e servizi (in mq);
- aree impermeabilizzate (in mq);
- ubicazione serbatoi posti fuori terra per la raccolta di oli esausti;
- ubicazione dei siti e delle modalità di stoccaggio dei rifiuti pericolosi.
Le indicazioni elencate dalla lettera h) alla lettera o) dovranno essere riportate anche negli elaborati cartografici di cui al precedente punto 7.3.
Integrazione tipologie rifiuti
L'integrazione dell'autorizzazione avviene con emanazione del Decreto Dirigenziale.
Il soggetto proponente è tenuto a presentare direttamente al Settore Centrale Tutela Ambiente della Regione Campania alla via De Gasperi n. 28 - Napoli, la seguente documentazione:- Domanda in carta libera;
- Certificato di iscrizione alla C.C.I.A.A. aggiornato, comprensivo dei controlli antimafia;
- Perizia asseverata di tecnico abilitato attestante la compatibilità dell'impianto di gestione dei rifiuti precisandone i quantitativi;
- Copia dei provvedimenti di autorizzazione alla gestione dei rifiuti.
Spese Amministrative
A far data dall'esercizio delle competenze in materia da parte della Giunta Regionale, per l'esame istruttorio delle istanze i richiedenti sono tenuti al pagamento delle somme di seguito indicate, quale contributo delle spese di istruttoria:
- Variazione assetto societario: euro 154,00;
- Rinnovo e integrazione autorizzazione: euro 258,00;
- Nuova autorizzazione: euro 516,00.
Gli importi dovranno essere corrisposti mediante versamento su conto corrente bancario n. 40/5 acceso presso il Banco di Napoli intestato alla Regione Campania - Servizio Tesoreria - Enti Diversi - Via del Forno Vecchio Napoli. Cod. ABI 1010 - CAB 3593, con indicazione della seguente causale: "Spese amministrative per istruttoria di cui agli articoli 27 e 28 del D.Lgs. 22/97".
La ricevuta del versamento dovrà essere allegata alla domanda di autorizzazione o di rinnovo della stessa.Scadenze/Rinnovi
Il rinnovo delle autorizzazioni avviene con emanazione del Decreto Dirigenziale.
Il soggetto proponente è tenuto a presentare direttamente alla Regione Campania - Settore Centrale Tutela Ambiente la seguente documentazione:- Domanda in carta libera;
- Garanzie finanziarie;
- Certificato di iscrizione alla C.C.I.A.A. comprensivo dei controlli antimafia;
- Certificato di destinazione urbanistica con indicazione dell'eventuale appartenenza dell'area ove è ubicato l'impianto alle zone a rischio idrogeologico così come perimetrate dalla competente Autorità di Bacino;
- Perizia giurata di tecnico qualificato attestante la regolarità dei manufatti esistenti nell'impianto alle norme urbanistiche e edilizie vigenti nella realtà di riferimento; ove fosse in itinere procedura di condono edilizio, occorre produrre attestazione dell'Amministrazione Comunale dalla quale si evinca che la pratica di condono edilizio non è stata esaminata.
- Dichiarazione asseverata di Professionista abilitato concernente la conformità dell'impianto al progetto approvato;
- Certificazione dell'Amministrazione Provinciale competente per territorio attestante la capacità residua dell'invaso, qualora trattasi di impianto di discarica.
Normativa di riferimento
Normativa nazionale
- D. Lgs. 5 febbraio 1997 n. 22
- D.M.12 giugno 2002 n. 161
Normativa regionale
- Delibera Giunta Regione Campania n. 5880 del 26/12/2002
- Delibera Giunta Regione Campania n. 2723 dell'8 giugno 2001
- dati urbanistici e catastali:
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